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Credito Imposta ZES Unica 2026: Guida per Imprese

cantiere nel Mezzogiorno credito d’imposta ZES Unica 2026

Grazie al credito imposta ZES unica 2026, se stai pensando di comprare un escavatore, una perforatrice o un impianto nuovo nel 2026 e la tua impresa opera nel Mezzogiorno, lo Stato ti restituisce fino al 60% dell’investimento. Non è un refuso: si chiama credito d’imposta ZES Unica, ed è probabilmente l’agevolazione più generosa disponibile quest’anno per chi fa costruzioni, movimento terra e trivellazioni al Sud. Qui trovi la l’avviso pubblico –> credito d’imposta ZES unica

La Legge di Bilancio 2026 (Legge 199/2025) l’ha prorogata fino al 2028 con 4 miliardi di euro complessivi. Ma attenzione: la prima scadenza per il 2026 è il 30 maggio. Se la perdi, perdi il credito. In questa guida ti spieghiamo come funziona, quanto vale, cosa devi fare e – soprattutto – come combinarlo con l’iperammortamento 180% per massimizzare il risparmio.

Cos’è il credito d’imposta ZES e perché ti interessa

In parole semplici: compri un macchinario nuovo per il tuo cantiere nel Sud Italia e lo Stato ti riconosce un credito diretto che compensi in F24 con le tasse che devi pagare. Non è una deduzione che agisce sull’imponibile (come l’iperammortamento), è soldi veri che ti tornano indietro sotto forma di tasse in meno.

Esempio concreto: compri un escavatore da 500.000 euro. Se la percentuale riconosciuta è al 45% (valore prudenziale – nel 2025 è stata del 60%), il credito è di 225.000 euro che compensi direttamente in F24. Nessun calcolo complicato su ammortamenti o imponibili: è un importo netto che ti ritorna.

Calcola l’ammontare dell’agevolazione

Calcola subito a quanto può ammontare l’agevolazione con la ZES. Abbiamo preparato un calcolatore. Ti basta inserire l’ammontare della spesa prevista e otterrai l’ammontare agevolato e come si distribuisce

<< clicca qui per aprire il calcolatore >>

Chi può accedere

Tutte le imprese con una struttura produttiva nelle regioni della ZES Unica: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia. Dal 2026 anche Marche e Umbria (per le aree mappate nella Carta degli aiuti). Non importa la forma giuridica, la dimensione o il regime contabile: dalla ditta individuale alla spa.

Escluse le imprese in liquidazione, fallimento o con sanzioni interdittive, e alcuni settori specifici (siderurgia, energia, trasporti, finanza). Costruzioni, movimento terra, trivellazioni e noleggio mezzi rientrano pienamente.

Su cosa puoi usarl

Il credito copre l’acquisto (anche in leasing) di macchinari, impianti e attrezzature nuovi destinati alla tua struttura produttiva nella ZES. Escavatori, pale, perforatrici, gru, autocarri allestiti, impianti di trivellazione – tutto ciò che è bene strumentale nuovo per la tua attività rientra. Sono agevolabili anche terreni e immobili strumentali (fino al 50% dell’investimento totale).

Attenzione ai limiti: investimento minimo 200.000 euro, massimo 100 milioni. Sotto i 200.000 euro non si accede all’agevolazione.

Quanto vale: la percentuale di credito d’imposta ZES 2026

La percentuale effettiva non è fissa: dipende dal rapporto tra le risorse stanziate (2,3 miliardi per il 2026) e il totale delle richieste. Nel 2025 la percentuale è stata del 60,38%, poi integrata al 75% con la Legge di Bilancio 2026. Per il 2026, in via prudenziale, è ragionevole stimare una percentuale tra il 45% e il 60%.

La percentuale definitiva sarà pubblicata dall’Agenzia delle Entrate entro 10 giorni dalla chiusura delle comunicazioni integrative di gennaio 2027. Ma il credito si calcola sull’investimento fatto nel 2026.

Le scadenze da segnare in agenda

Qui non si scherza. Se perdi una scadenza, perdi il credito. Due passaggi obbligatori:

  • Comunicazione preventiva: dal 31 marzo al 30 maggio 2026 – comunichi all’Agenzia delle Entrate quanto hai speso dal 1° gennaio e quanto prevedi di spendere entro il 31 dicembre 2026
  • Comunicazione integrativa: dal 3 al 17 gennaio 2027 – confermi che gli investimenti sono stati effettivamente realizzati. Se non la mandi, decadi dall’agevolazione. Tutto perso.

La comunicazione si fa tramite il modello approvato con Provvedimento n. 3882 del 30 gennaio 2026. Il tuo commercialista sa come gestirla.

Documentazione: cosa devi avere in ordine

Per la comunicazione integrativa ti servono le fatture elettroniche degli investimenti e una certificazione del prospetto delle spese ammissibili, rilasciata da un revisore legale dei conti (DM 17 maggio 2024). Questa certificazione la fa il commercialista o il revisore, non l’ingegnere.

In pratica: compri il macchinario, conservi le fatture, il tuo commercialista certifica le spese. A te basta acquistare il bene e tenerlo nella struttura produttiva della ZES per almeno 5 anni.

La combinazione vincente: credito ZES + iperammortamento 180%

Ecco il pezzo forte. Il credito d’imposta ZES è cumulabile con l’iperammortamento 180% previsto dalla stessa Legge di Bilancio 2026. Sono due agevolazioni diverse che agiscono in modo diverso e si possono sommare. Se vuoi approfondire l’argomento iperammortamento qui trovi un articolo esaustivo –> iperammortamento 180%

Il credito ZES ti dà un importo diretto in compensazione F24. L’iperammortamento riduce l’imponibile IRES/IRPEF attraverso una maggiorazione del 180% del costo del bene, se il macchinario è interconnesso 4.0. Due canali diversi, stesso investimento.

Esempio pratico: escavatore 4.0 da 500.000 euro in Puglia

  • Credito ZES (stima 45%): 225.000 euro in compensazione F24
  • Iperammortamento 180%: 900.000 euro aggiuntivi deducibili → risparmio IRES stimato ~216.000 euro in 4 anni
  • Totale stimato: ~441.000 euro di risparmio su un investimento da 500.000 euro

I valori sono orientativi. La percentuale ZES effettiva sarà nota dopo maggio 2026, il risparmio IRES dipende dal reddito imponibile. Ma l’ordine di grandezza è quello: su 10 euro investiti, te ne tornano circa 8–9. Verifica sempre con il tuo commercialista.

Attenzione: il credito ZES non è cumulabile con il credito Transizione 5.0 per gli stessi investimenti. Devi scegliere uno dei due.

Cosa facciamo noi: perizia tecnica per l’iperammortamento

La parte ZES la gestisci con il commercialista: comunicazione preventiva, integrativa, certificazione contabile. La parte iperammortamento la gestiamo noi: per fruire della maggiorazione 180%, serve una perizia tecnica asseverate che attesti i requisiti 4.0 del macchinario e la sua interconnessione ai sistemi aziendali. Quella la redige un ingegnere.

Operiamo in coordinamento con studi commercialisti specializzati per offrirti un servizio completo: tu compri il macchinario, noi e il commercialista ci occupiamo di tutto il resto.

Stai valutando un investimento in macchinari nel 2026?

Contattaci per un’analisi preliminare gratuita: verifichiamo se il tuo investimento rientra sia nella ZES che nell’iperammortamento e ti indichiamo il percorso per massimizzare il risparmio fiscale.

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