Un impianto per la produzione di inerti — composto da alimentatori, frantoi primari e secondari, vagli vibranti e nastri trasportatori — non è semplicemente una somma di macchine. Ai sensi della Direttiva Macchine 2006/42/CE, recepita in Italia con il D.Lgs. 17/2010, quando più macchine lavorano in modo coordinato per raggiungere uno stesso obiettivo produttivo, quell’insieme costituisce una macchina a tutti gli effetti.
Come tale, richiede:
Avere la marcatura CE di ogni singola macchina non è sufficiente. L’obbligo riguarda l’impianto nel suo complesso.
La procedura di marcatura CE degli impianti per la produzione di inerti si basa su un quadro normativo preciso:
Step 1 — Ricognizione documentale Raccogliamo le dichiarazioni CE delle singole macchine, i manuali esistenti, il layout dell’impianto, la storia delle modifiche apportate nel tempo. Identifichiamo le lacune documentali prima di procedere.
Step 2 — Valutazione dei rischi dell’insieme Analizziamo i rischi specifici del sistema integrato: proiezione di materiale, accessi ai vagli vibranti, punti di intrappolamento nastro-macchina, cadute dall’alto, emissioni di polveri e rumore. La valutazione copre le interfacce tra i componenti — non solo le macchine singole.
Step 3 — Verifica di idoneità statica delle strutture Le strutture metalliche di supporto degli impianti fissi sono soggette a carichi dinamici rilevanti. Verifichiamo la loro idoneità statica secondo le NTC 2018 e le norme tecniche applicabili.
Step 4 — Redazione del fascicolo tecnico Produciamo il fascicolo tecnico dell’insieme: descrizione generale, layout e schemi, valutazione dei rischi, norme applicate, documentazione delle singole macchine, risultati delle verifiche. Il documento resta conservato dal fabbricante e disponibile per le autorità competenti.
Step 5 — Dichiarazione CE di conformità e marcatura Il processo si conclude con la dichiarazione CE di conformità dell’insieme e l’apposizione della marcatura CE sull’impianto. Da questo momento, l’impianto è formalmente conforme alla Direttiva Macchine.
Sì. La marcatura CE delle singole macchine non copre i rischi che emergono dal funzionamento coordinato del sistema. La Direttiva Macchine prevede un obbligo specifico per l’insieme, distinto da quello delle macchine componenti.
In molti casi, l’operatore dell’impianto. Se l’impianto è stato costruito con macchine di fornitori diversi e modificato nel corso degli anni, è frequente che il gestore risulti nei fatti il responsabile dell’assemblaggio finale, con tutti gli obblighi che ne derivano.
Per la grande maggioranza degli impianti di frantumazione e vagliatura, no. L’organismo notificato è obbligatorio solo per le macchine dell’Allegato IV della Direttiva, che non comprende gli impianti inerti standard. Il fabbricante può procedere in autonomia con la procedura di autocertificazione.
Sì. È la situazione più comune. La ricognizione documentale parte proprio da questa base: ricostruiamo ciò che manca, valutiamo lo stato dell’impianto e definiamo il percorso più efficiente per arrivare alla conformità.
Abbiamo seguito la certificazione CE di diversi impianti per la produzione di inerti in tutta Italia: frantoi fissi, impianti mobili, linee di vagliatura e riciclaggio. Conosciamo le criticità reali, non solo la normativa.
Gestiamo l'intero iter: dalla prima ricognizione documentale alla firma della dichiarazione di conformità. Non ti lasciamo a metà strada con un fascicolo da completare da solo.
Definiamo tempi di consegna precisi prima di iniziare. In presenza di documentazione esistente, il processo si completa tipicamente in 4–8 settimane.
Interveniamo su impianti fissi e mobili in tutto il territorio nazionale. Abbiamo esperienza con cave, impianti di riciclaggio inerti e impianti da demolizione.
Dalle imprese di costruzioni alle aziende di noleggio, dalle perforazioni al movimento terra: ogni giorno ci affidiamo alla fiducia delle realtà che operano nei cantieri.